Chiamata all’Intelligenza artificiale (ed ai chatbots)!

http://www.agid.gov.it/notizie/2017/04/06/lintelligenza-artificiale-servizio-del-cittadino-partecipa-task-force

Con grande piacere inoltro anche qui sul nostro blog, l’invito di AgID, Agenzia per l’Italia Digitale — Presidenza del Consiglio dei Ministri, e rimando il lettore alla lettura del comunicato odierno:

Chiamata all’Intelligenza (artificiale)!Una task force per studiare gli effetti dell’Intelligenza Artificiale per la creazione e la diffusione di nuovi servizi…medium.com

La task force è stata promossa da AgID allo scopo di comprendere come le possibilità offerte dall’intelligenza artificiale possano incidere nella costruzione di un nuovo rapporto tra Stato Italiano e cittadini, analizzando le implicazioni sociali relative alla creazione di ulteriori possibilità di semplificazione, informazione, interazione.

Io non amo il termine “intelligenza artificiale”, usato troppo a sproposito negli ultimi tempi, sopratutto in ambito chatbots. Tanto meno adoro sentire parlare in modo generico ed esoterico di “cognitive *”, ma non è il caso di andare per il sottile ora.

Bisognerà approfondire quali sono le relazioni tra prodotti e servizi privati e progetti per la cosa pubblica, che spero si attuino con progetti collaborativi, con opensource ed open-data (dal punto di vista dei contenuti), con modelli di profitto auspicabilmente open-business.

Invito il lettore a leggere una mia breve riflessione (ottobre 2016):

Istituzioni e intelligenza artificiale privataIn risposta a all’articolo di Monica Cainarca: https://medium.com/italia/intelligenza-artificiale-rischi-e17ea8eebe5f…convcomp.it

Ma è cosa straordinaria questa odierna “chiamata alle armi”: è il primo segnale, da parte del governo italiano, della volontà di attuare una “governance” sui reami dell’intelligenza artificiale (o presunta tale, approfondiremo e chiariremo bene).

Ci sono enormi applicazioni possibili a vantaggio dei cittadini. Nuove prospettive nell’economia del lavoro.

Anzitutto è necessario fare un lavoro culturale facendo grande chiarezza su qual’è lo spettro delle applicazioni AI. 
Troppo spesso si associa a questo termine tutto quello che ha a che vedere con la robotica meccatronica (per esempio i robot antropomorfi). Ultimamente sembra che ci sia una associazione uno a uno tra AI e veicoli autonomi. Oppure, fino all’anno scorso parlava di intelligenza artificiale solo in riferimento all’analisi di grandi quantità di dati. Intendiamoci, tutto ciò va bene, benissimo! Il data mining su big data (con machine learning) è solo una delle possibili applicazione di algoritmi (complessi) ma, come vecchio ingegnere (del software), ho difficoltà a chiamare tutto questo “intelligenza artificiale”. Poco importa.

Qui, in questo blog, ci interessano sopratutto le applicazioni conversazionali, ovvero sistemi software che comunicano con gli esseri umani (o altre macchine) in linguaggio naturale. Chiamiamo chatbots queste applicazioni, semplificando ma intendendoci.

Personalmente sono impegnato da tempo nello studio di conversational user experience design. Uno degli ambiti che necessita urgente ricerca (ed applicazione operativa) è quello della didattica, l’education e l’e-learning (penso a strumenti per i bambini e gli adolescenti, per esempio, o all’educazione o acculturamento di persone adulte).

E’ necessaria una task forse davvero, che metta insieme insegnati (ed esperti del “contenuto”), esperti di chatbots design, esperti linguaggio (non solo in termini di linguistica computazionale ma proprio in termini di educazione all’uso raffinato della lingua italiana). Ultimi ma non ultimi servono esperti di comunicazione, esperti di psicologia, scrittura creativa, umanisti, etc.

In questi ambiti applicativi, come ingegnere del software e sperimentatore di dialog flows design, spero di poter dar un mio modesto contributo a questa nascente iniziativa.

Partecipiamo numerosi ed affrettiamoci! Scadrà infatti il 21 aprile la possibilità di inviare la propria candidatura per partecipare alla task force.